Il Paradigma del contagio

Quando una persona viene a contatto con i concetti espressi nelle 5 leggi biologiche rimane facilmente spiazzata dal fatto che viene negato il contagio inteso come passaggio di microbi (batteri o virus) che poi causano in me la stessa malattia che hai tu.

Questo meccanismo secondo le 5 leggi biologiche assolutamente non esiste! (può verificarsi sì un passaggio di microbi da un corpo all’altro ma questi microbi non possono generare alcuna malattia)

Ma allora come è possibile che nella vita di tutti i giorni la maggiornza delle persone abbia sperimentato almeno una volta qualcosa che appare proprio come un contagio?

Andiamo per ordine: ci sono i fatti e c’è la loro interpretazione.

I fatti sono quelli che sono e non si possono discutere, se vogliamo parlare della “pandemia” che ha tenuto banco negli ultimi anni, la frase che tutti dicono è: “Comunque la gente è morta!” e con questo affermano un fatto.

È l’interpretazione di quel fatto che fa tutta la differenza!
L’interpretazione comune è semplice: c’era un virus molto contagioso che ha appunto contagiato milioni di persone e molte di queste sono morte, perchè evidentemente avevano un sistema immunitario più debole rispetto agli altri.

A un primo esame questa interpretazione appare logica e sensata, tutti hanno sentito di famiglie che si sono ammalate in massa, classi dimezzate etc.
Quindi il paradigma del contagio apparentemente regge.

Poi però, a ben guardare, spuntano le contraddizioni, spuntano i problemi che rendono questa interpretazione come minimo limitata:

Come hai sentito parlare di famiglie intere ammalate, hai anche sicuramente sentito parlare di famiglie dove magari un solo componente era malato e tutti gli altri del tutto sani.

E questo come è potuto accadere?

Qui il paradigma del contagio un poco scricchiola, ma poi si salva in extremis inventando “gli asintomatici“: persone che sono contagiate ma che non hanno i sintomi. Stanno benissimo!

A questo punto però la domanda successiva è: perchè loro non hanno sintomi dal momento che il virus è lo stesso?

Ed ecco che il paradigma del contagio ha un nuovo importante scricchiolio, la spiegazione che viene offerta è legata al concetto di sistema immunitario: chi ha il sistema immunitario più forte può non avere sintomi.

Ma a questo punto spuntano altri problemi: in una famiglia con due coniugi di base sani, dove il marito magari si ammala gravemente e la moglie è asintomatica: che tipo di potere ha questa ipotetica donna?
Quale è il segreto del suo sistema immunitario di ferro?

Allo stesso modo, come si spiega la presenza di anziani asintomatici e di giovani in terapia intensiva?

I giovani non dovrebbero avere un sistema immunitario più potente? E come si misura la potenza del sistema immunitario?

Ma poi non finisce qui perchè ci sono anche altre domande alle quali è difficile rispondere, per esempio, come è possibile che lo stesso virus in una persona provochi dolori muscolari, nell’altra una polmonite ma nessun dolor muscolare e in un’altra ancora solo forti mal di testa, oppure diarrea e vomito? Quale è la discriminante che determina una manifestazione piuttosto che un’altra?

Qui la risposta diventa molto vaga, ci si accontenta di un “Beh, si sà che siamo tutti diversi!” e con questo si chiudono tutti i discorsi. Anche se tecnicamente siamo in realtà tutti uguali da un punto di vista fisiologico…

Insomma il paradigma del contagio a ben guardare ha diverse falle nonostante a prima vista ci appaia come logico e sensato.

NOTA: Queste sono solo alcune osservazioni logiche che chiunque può elaborare e valutare, ma non sono certo solo queste le argomentazioni che vanno a destrutturare il concetto di contagio. Se vuoi approfondire il tema ti consiglio l’ottimo libro di Stefano Scoglio “Apandemia” e puoi leggere anche questo interessante articolo di Davide Cerutti: “Storia della frode del contagio

Quindi?

Come abbiamo già detto i fatti rimangono ma è possibile interpretarli in modi diversi, perchè sono le interpretazioni che noi diamo alla realtà che possono portarci in errore!

Il nuovo paradigma portato dalle 5 leggi biologiche interpreta la realtà, i fatti in modo del tutto diverso, portando molta più chiarezza di visione e senso logico all’osservazione.

Secondo questo nuovo paradigma le reazioni del nostro corpo sono determinate dalle nostre percezioni. E in queste sì che siamo tutti diversi, ognuno di noi percepisce il mondo e gli eventi che lo circondano in un modo del tutto personale. Un evento che per me può risultare drammatico per un altro può essere un qualcosa di assolutamente normale.

Siamo essenzialmente tutti uguali a livello fisiologico, ma siamo tutti diversi nelle nostre percezioni, nel nostro modo di percepire il mondo.

Detto questo veniamo al contagio, in primo luogo è necessario premettere che questo nuovo paradigma, la nuova medicina germanica del Dr Hamer basata sulle 5 leggi biologiche, è una medicina individuale perfettamente cucita sull’individuo, diventa quindi un errore provare a generalizzare sui grandi numeri, perchè ogni caso ha le sue particolarità che richiedono di essere approfondite nel dettaglio.

Nonostante ciò è possibile fare alcuni esempi di come si può spiegare l’apparente contagio.

Ancora una volta ci viene comodo parlare della pandemia, un virus dicevano, molto contagioso, che colpisce soprattutto le vie respiratorie.

Ora qui necessariamente dovrò fornirti alcune piccole nozioni tecniche riguardo le 5 leggi biologiche, ti chiedo di prenderle per buone. Ovviamente però dietro a queste affermazioni che ti sto per introdurre c’è tutto un mondo che fornisce struttura e sostanza al discorso, mondo però che non possiamo pensare di affrontare in questa sede (se vuoi approfondire le 5 leggi biologiche dalla A alla Z accedi all’Area di Studio).

Le vie respiratorie secondo le 5 leggi biologiche rispondono principalmente a due percepiti specifici: minaccia nel territorio e Paura di morire.

Ora, prova a immaginarti la persona media che si guardava nel 2020 tutti i vari telegiornali che parlavano del virus, questa minaccia invisibile e temibile che si aggirava là fuori nella nazione ma che ancora non era entrata nella sua casa.
Un bel giorno il figlio o la moglie, per qualche motivo, si fanno un tampone che risulta positivo.

Cosa potrebbe percepire questa persona quando riceve la notizia?

Quando diventa ufficiale che quella minaccia temibile e invisibile che si aggirava fuori casa ora ha definitivamente rotto gli argini e si è insinuata nel suo territorio (la casa)?

È plausibile ritenere che questa persona abbia un percepito di “Minaccia nel territorio/spavento“, quel percepito che attiva di conseguenza una iperfunzione del corpo adibita alla difesa del territorio dalla minaccia.

Questo processo, in una seconda fase, porta alla bronchite con conseguenti possibili difficoltà respiratorie.

Ora in tutto questo abbiamo parlato di contagio? No.

I fatti osservabili in questo caso sono una moglie o un figlio che rientrano a casa con un tampone positivo e un padre che dopo alcuni giorni sviluppa una bronchite: un processo quindi che avremmo chiamato contagio ma che si può, come abbiamo appena visto, spiegare anche in modo completamente diverso.

Ora io non sono qui per sostenere che necessariamente la lettura delle 5 leggi biologiche sia quella corretta e definitiva, il mio intento è quello di far apprezzare il fatto che ci possono essere diverse interpretazioni per gli stessi fatti.

Chiaramente ci sono interpretazioni più veritiere e interpretazioni più fallaci, il fatto che una interpretazione sia quella che viene data per scontata dalla maggioranza delle persone, non la rende automaticamente la più credibile, anche alla luce del fatto che, come spesso accade, si tratta della interpretazione che meglio si presta allo sfruttamento economico e politico, attraverso principalmente la somministrazione di vaccini e l’imposizione di restrizioni per limitare il contagio.

Il nuovo paradigma della Nuova Medicina Germanica ha il grande difetto di non poter essere strumentalizzato dalle grandi corporation per fare soldi e sviluppare potere. Si tratta di una medicina per il popolo, che mette al centro l’individuo e il suo percepito.

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